I TACCUINI DI GIOVANNI E VITTORIO BIASIN

Un progetto di recupero, analisi e divulgazione promosso da Fondazione Banca del Monte di Rovigo e Accademia dei Concordi.

Recuperati grazie alla sensibilità della famiglia Stocco, i taccuini di Giovanni e Vittorio Biasin, conservati presso l’Accademia,  sono stati oggetto di studio di Roberta Reali che ha curato il volume ora pubblicato grazie alla Fondazione Banca del Monte di Rovigo e all’Accademia dei Concordi. Il volume raccoglie i dieci taccuini dei Biasin – padre e figlio-, completamente disegnati, per complessive seicento pagine di disegni e schizzi, sostanzialmente di preparazione di decorazioni realizzate in moltissimi palazzi di Rovigo e di altre città come Lendinara e Monselice. I taccuini sono stati esaminati, catalogati, numerati e descritti  nel libro che ha il pregio di riportare tutte le immagini contenute  anche grazie al CD allegato.

”Il volume viene pubblicato dall’Accademia dei Concordi grazie all’intervento della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, attenta alla valorizzazione del territorio tramite la realizzazione di azioni che non solo riportano all’attenzione giacimenti culturali importanti ma anche ne sostiene la diffusione”  ha dichiarato  il Presidente della Fondazione Banca del Monte, Luigi Costato, in sede di conferenza stampa. 

Il volume porta la prefazione di Leobaldo Traniello, che  lo presenta come ”un lavoro di grande pazienza”  in quanto non solo riporta l’analisi del singolo disegno ma contestualizza questo con  dettagliate note sull’ambiente storico e culturale del luogo in cui viene realizzato, anche ricostruendo gli edifici che non esistono più in una città molto cambiata. La ricerca, durata diversi anni, si è concentrata anche sulla ricostruzione delle condizioni in cui hanno lavorato gli artisti, pescando notizie di amicizie con i Biasin e le occasioni per cui gli artisti hanno fissato i loro appunti. Una parte narrativa, infatti, presenta i due Biasin e la loro attività entro cui sono collocati i disegni per cogliere le caratteristiche dei due pittori.

Completando il lavoro di ricerca iniziato tempo fa con una mostra ed un’altra pubblicazione, l’opera aiuta a conoscere i pittori veneziani di nascita naturalizzati rodigini.  Giovanni, nato a Venezia nel 1835, giunge a Rovigo nel 1863 e qui rimane fino alla morte nel 1912; il figlio Vittorio, nato a Venezia nel 1860, arriva in Polesine con il padre e la madre quando aveva appena tre anni e vive e lavora a Rovigo, dove muore nel 1926. Entrambi partecipano alla vita politica di Rovigo schierandosi a fianco della Giunta guidata da Amos Bernini in un’epoca di grande fermento. Molte sono le testimonianze pittoriche espresse durante il periodo Risorgimentale  e molte sono le opere in case private, avendo i due artisti  lavorato  tanto su ordinazione. L’opera più famosa è senz’altro il diorama Veduta di Venezia,  ora esposto a Palazzo Roverella, ma sono diverse le decorazioni in molti palazzi rodigini come il Teatro Sociale  o la Prefettura di Rovigo.

Il recupero dei taccuini ha del miracoloso sia per come è avvenuta la scoperta sia per averli sottratti alla morte. Ora il volume mette a disposizione degli occhi oltre che della lettura, di arte e di storia locale, materiale di grande vastità e di grande dignità. Si tratta di lavori, quelli dei Biasin, che comunque travolgono la storia locale e la travalicano ritraendo la Storia. A proposito di storia, ricordiamo la mostra sui Biasin, curata da Sergio Garbato, che la Fondazione Banca del Monte di Rovigo ha promosso nel 2011 in occasione nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia. Lì sono stati esposti diversi quadri, tra cui va menzionato il bellissimo Folla esultante e falò in Piazza Grande in occasione dell’annessione di Rovigo al Regno d’Italia di Giovanni Biasin (1867), di proprietà del Comune di Rovigo, e le tante immagini di una città scomparsa, sia di Giovanni sia di Vittorio, dal Ghetto degli Ebrei al Ponte Roda e Porta S. Francesco.

La pubblicazione del volume è dunque il risultato di una ricerca profonda e minuziosa, azione importante per fissare l’attività dei due autori considerati rodigini. Un’opera che non solo commenta con estrema  perizia l’arte e la storia ma completa con un supporto iconografico tutte le immagini dei preziosi e bellissimi  documenti. 

Il progetto I taccuini di Giovanni e Vittorio Biasin è stato descritto alla stampa durante la conferenza tenuta il 7 ottobre 2015 nella sede della Fondazione. Il volume viene presentato in un incontro pubblico in Accademia dei Concordi il prossimo lunedì 12 ottobre alle ore 17,30 dall’autrice Roberta Reali con gli interventi di Sergio Garbato e Leobaldo Traniello.