INEDI RACCONTI BREVI 2021

Fondazione Banca del Monte di Rovigo per la scuola  – Concorso letterario “Sergio Garbato” – VI edizione/ anno 2021

 INEDI RACCONTI BREVI. La pubblicazione che raccoglie i racconti finalisti è stata presentata in Accademia dei Concordi

Conclusione della sesta edizione del concorso letterario “Sergio Garbato”, rivolto agli studenti delle scuole superiori della provincia di Rovigo, ideato e promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo con lo scopo di promuovere l’espressione personale dello studente nel contesto scolastico nonché, indirettamente, la lettura. Un’opportunità pensata per valorizzare i ragazzi che hanno voglia di raccontare e raccontarsi.

In Sala Oliva dell’Accademia dei Concordi (g.c.) la Fondazione ha organizzato giovedì 18 novembre la cerimonia di presentazione di “Inediti racconti brevi 2021, la pubblicazione che raccoglie i racconti finalisti della VI edizione dell’iniziativa, tenendo fede alla promessa dichiarata all’evento della finale lo scorso 5 giugno, sempre svolta in Accademia dei Concordi, e divenuta ormai un impegno per la Fondazione al fine di gratificare i giovani autori per il loro impegno ma anche per dare visibilità ai loro pensieri, interessi e parole e allo loro visione del mondo.

Nella sala finalmente a piena capienza, e quindi aperta al pubblico oltre che ai docenti, ai familiari e agli amici dei giovani scrittori, gli ospiti sono stati accolti da una piacevole sorpresa musicale a cura di  Qing He, allieva del Conservatorio Francesco Venezze, alla quale l’organizzazione della Fondazione ha affidato l’esecuzione al pianoforte delle Dodici variazioni in do maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart. La scelta di introdurre la cerimonia con l’esecuzione pianistica è stata motivata dall’intento di collegare l’introduzione musicale con uno dei racconti pubblicati. L’opera di Mozart, infatti, consiste nel tema della canzone popolare francese Ah! Vous dirai-je, Maman, diffusa come una notissima canzone per bambini intitolata Twinkle, Twinkle Little Star, esattamente il titolo del racconto vincitore della edizione 2021 del concorso letterario scritto da Manuel Trentini.

Dopo una breve presentazione della giovane pianista Qing He, poco più che coetanea dei finalisti, arrivata da Chongqing, piccola ma moderna città della Cina centrale, a Rovigo per studiare pianoforte per l’accompagnamento dei cantati lirici, il presidente della Fondazione, Giorgio Lazzarini, ha dato il saluto di benvenuto ai presenti dando inizio alla cerimonia.

Il presidente ha ricordato che il concorso letterario è intitolato, dalla sua scomparsa, al compianto prof. Sergio Garbato che è stato, oltre che la nota poliedrica figura che molto ha dato alla cultura della città, anche componente dell’Organo di Indirizzo della Fondazione e presidente della Giuria del concorso.

L’iniziativa letteraria dedicata ai giovani delle scuole superiori è di particolare importanza per la Fondazione che dedica attenzione al mondo della scuola e alla formazione dei giovani e che è giunta, nel 2021, alla sua sesta edizione, dopo la sospensione nell’anno 2020 a causa del lockdown legato alla situazione epidemiologica.

Per questo motivo il concorso, solitamente rivolto agli studenti delle classi terze e quarte delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Rovigo, nel 2021 è stato eccezionalmente aperto alla partecipazione delle classi quinte. Il concorso, va ricordato, è stato indetto nello scorso febbraio in un momento ancora non facile per la scuola per via di limitazioni e chiusure ma non per questo ha scoraggiato l’adesione dei ragazzi che, anzi, attendevano di partecipare con convinzione. Motivo, questo, di soddisfazione per la Fondazione che rafforza l’intenzione dell’istituzione di portare avanti l’iniziativa riscontrandone il crescente apprezzamento sia dei ragazzi che degli insegnanti.

In proposito il Presidente ha ringraziato tutti gli studenti che hanno voluto concorrere all’iniziativa letteraria e i docenti che hanno avuto un ruolo importante nell’incoraggiare alla partecipazione e nella divulgazione dell’iniziativa presso le rispettive classi. Il ringraziamento del Presidente è stato esteso anche ai dirigenti scolastici per la loro condivisione e collaborazione, senza dimenticare che il concorso, oltre a premiare i vincitori -tre per l’edizione 2021 oltre ad una menzione speciale della Giuria- ha elargito un riconoscimento in denaro anche agli istituti scolastici che hanno partecipato con il maggior numero di elaborati, previa valutazione del punteggio minimo stabilito dalla Giuria. Un modo, questo della Fondazione, per dare concreto sostegno alle scuole nel segno del merito.

Pier Luigi Bagatin è intervenuto in rappresentanza dell’Accademia dei Concordi per un saluto e, ricordando la figura di Sergio Garbato, ha lodato l’iniziativa della Fondazione augurando ai ragazzi di poter coltivare l’interesse per la scrittura, utile non solo per se stessi ma anche per farsi comprendere.

Dopo un breve riepilogo dei dati salienti relativi al concorso 2021, presentati da Cinzia Malin della Fondazione, tutti i finalisti sono stati chiamati per la consegna del “loro” libro e la foto di gruppo. “Inediti racconti brevi 2021” raccoglie i migliori elaborati del concorso, a giudizio insindacabile della Giuria, e che ormai va a costituire quella che si potrebbe definire una collana, essendo pubblicato il volume di ogni edizione a partire dall’anno 2015. Con soddisfazione i finalisti hanno ricevuto alcune copie della pubblicazione insieme ad un ulteriore omaggio che la Fondazione ha riservato per loro e cioè il volume “Dizionario del Cinema”. Tale libro, recentemente presentato al pubblico e realizzato grazie alla collaborazione tra ARCI e Fondazione Banca del Monte di Rovigo su un progetto già di Sergio Garbato, è stato donato per far conoscere un aspetto tra gli innumerevoli interessi e competenze di Garbato, forse meno noto, legato al cinema e richiamando l’importanza e il potere della parola.

Il Presidente ha infine nominato e ringraziato i componenti la Giuria per il prezioso e complesso lavoro di valutazione: Claudio Garbato, presidente, Giuseppina Papa, Antonio Gardin, Francesco Casoni. A quest’ultimo, in particolare, il presidente ha rivolto un particolare plauso per aver svolto una indagine su tutti gli 84 racconti di questa edizione e pubblicata nel libretto.

Allo stesso Francesco Casoni è stata affidata la seconda parte della cerimonia che ha visto protagonisti i giovani scrittori. In modo piacevole e in un clima familiare i ragazzi presenti  sono stati coinvolti in un interessante e partecipato confronto, anche sollecitato da alcuni passaggi dei racconti scelti e letti dagli stessi autori. Personalità diverse, come diversi erano  gli argomenti e le forme dei racconti, che hanno dato  modo di esporre ed argomentare, se pur brevemente, la visione e le motivazioni sottese al racconto.

La cerimonia si è  conclusa con un medley musicale, ancora eseguito da Qing He: “Per Elisa” di L. Van Beethoven e “Hallelujah” di Leonard Cohen per il commiato, anzi, per l’arrivederci al prossimo anno.

“Inediti racconti brevi 2021”  sarà distribuito alle scuole superiori e alle biblioteche del territorio provinciale e i racconti finalisti saranno a breve pubblicati sul sito della Fondazione http://www.fondazionebancadelmonte.rovigo.it/tutti-i-racconti-del-concorso-letterario/

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Dopo un anno di assenza torna il concorso letterario ideato e promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo, giunto quest’anno alla sua sesta edizione.

Un anno di fermo, obbligato dalla ben nota  pandemia, che le incertezza degli eventi, il timore  diffuso e i disagi  sofferti hanno prudentemente consigliato. 

Il 2021 ha visto una rinnovata partecipazione, chiaro segnale di apprezzamento  dell’iniziativa  sia da parte degli studenti che dei loro insegnanti,  ai quali la Fondazione esprime  un sentito ringraziamento. Il gradimento riscontrato ha indotto la Fondazione ad individuare, oltre a questa pubblicazione,  anche ulteriori forme di visibilità per dare maggiore valore  all’impegno e alle capacità  dei partecipanti.

Tutti i racconti finalisti, di tutte le edizioni, sono infatti pubblicati sul sito web della Fondazione, e lo saranno anche per gli anni futuri. Oltre a questo, i racconti vincitori delle precedenti edizioni e della presente sono stati protagonisti di una rubrica dedicata messa a disposizione da un importante quotidiano locale e  arricchiti da interviste ai giovani autori. Ancora, sono allo studio  ulteriori forme  di diffusione  degli elaborati quale la realizzazione di eventi di reading inseriti  nella programmazione di “Rovigo città che legge”.

Esprimere sentimenti, sensazioni, fantasie e idee può essere di aiuto a se stessi, per acquisire consapevolezza delle proprie attitudini,  e anche per dare sicurezza a chi legge, che non avendo il coraggio di palesarsi, si ritrova  nei racconti altrui.

Questo era anche il pensiero di Sergio Garbato, a cui il concorso è intitolato:  <…racconti di ogni tipo, bellissimi o sgangherati che siano, poco importa, perché quello che conta, alla fine , è scrivere per se  e per gli altri>.

Concludo con un doveroso ringraziamento ai componenti della Giuria per il lavoro svolto e a Francesco Casoni per l’indagine sui racconti di questa edizione e qui pubblicata.

Giorgio Lazzarini, Presidente Fondazione Banca del Monte di Rovigo

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Perchè “INEDITI RACCONTI BREVI 2021”

Il concorso letterario “Sergio Garbato”, promosso e organizzato dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo e rivolto alle scuole del Polesine, è ripreso nel 2021 in un periodo ancora di chiusure e limitazioni. L’edizione del 2020, a causa del lockdown, non sì è tenuta e così la sesta edizione è passata direttamente all’anno 2021 che ha aperto il bando, per motivi di correttezza e di accessibilità, anche agli studenti delle classi quinte, oltre che del secondo biennio come di consueto. Nonostante le perduranti difficoltà degli istituti in un momento ancora difficile dell’anno scolastico, il concorso ha visto una notevole partecipazione, forse ancora più motivata, e, come abbiamo riscontrato, con attesa e gradimento.

La proposta della Fondazione ha lo scopo di promuovere l’espressione personale dello studente nel contesto scolastico, nonché, indirettamente, la lettura. Un’opportunità, il concorso letterario, pensata per valorizzare i ragazzi che hanno voglia di raccontare e di cimentarsi in una prova che non è una gara, in un confronto tra pari (o con se stessi), in un bisogno di far sentire la propria voce in un momento storico che lascerà sicuramente il segno. Sono stati 84 gli elaborati partecipanti al bando, provenienti da sei istituti scolastici del territorio provinciale, nella forma di racconto a tema libero e rigorosamente inedito.

Anche per questa edizione la Fondazione tiene fede alla promessa di raccogliere in una pubblicazione gli elaborati finalisti del concorso, non solo i vincitori, al fine di dare soddisfazione ai giovani autori e gratificarli per il loro impegno, ma pure per dare visibilità ad uno spaccato del mondo giovanile di cui tenere conto. I racconti qui pubblicati sono quelli selezionati dalla Giuria, che ha avuto il difficile compito della valutazione, ripagato, a detta degli stessi componenti, dal piacere della lettura e dalla qualità degli scritti.

E’ con questo spirito, quindi, che la Fondazione raccoglie, pubblica e presenta alla comunità e alle biblioteche del territorio, insieme ad altre azioni di divulgazione, i racconti finalisti dei giovani autori nella convinzione che questa azione possa essere di incentivo per i coetanei che abbiano voglia e coraggio di esprimersi, raccontandosi e raccontando il loro mondo e il loro modo di vedere il mondo.

Doveroso ringraziare i docenti per avere stimolato e incoraggiato gli studenti a partecipare al concorso in una situazione in cui ancora in classe non si poteva entrare. Come è doveroso nominare i componenti la Giuria e rivolgere loro i ringraziamenti per il lavoro svolto: Claudio Garbato, presidente, Francesco Casoni, Antonio Gardin, Giuseppina Papa; mentre il pensiero va al compianto Sergio Garbato, già presidente della Giuria, al quale, dall’edizione 2019 il concorso è dedicato per tenere vivo il suo ricordo e la sua generosa attività, anche in seno alla Fondazione, a favore della cultura e delle giovani generazioni. Impegno che la Fondazione persegue nell’ambito della propria mission con attenzione e convinzione dedicando risorse al mondo della scuola e alla formazione dei giovani.

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 Scrivere per immaginare un mondo nuovo

Come si valuta un racconto breve?

Lasciandosi sorprendere dall’originalità dell’idea da cui nasce la storia? Apprezzando la qualità della scrittura, dello stile, della forma? Oppure facendosi coinvolgere da una trama ben congegnata, da personaggi emozionanti, da “ciò che succede” nel corso della narrazione?

Nel valutare le opere raccolte in questa pubblicazione, ci siamo attenuti a tutti e tre questi parametri: l’originalità dei racconti, la qualità della scrittura e la costruzione della storia. E ci siamo trovati spesso a muoverci in un equilibrio un po’ precario: ad esempio, sarebbe stato meglio scegliere un racconto ottimamente scritto, ma poco originale, o viceversa un’idea sorprendente, ma non molto avvincente?

I racconti di questa raccolta

Le storie di questa pubblicazione nascono anche quest’anno dal concorso letterario che la Fondazione Banca del Monte di Rovigo rivolge alle scuole superiori fin dal 2015. Nato per incoraggiare la scrittura tra i più giovani, dal 2019 è intitolato a Sergio Garbato, eclettico e generoso intellettuale rodigino, che ha fatto parte della giuria del concorso per diverse edizioni.

Questa edizione 2021 è particolarmente importante: torna dopo la tragica pausa forzata del 2020 a causa della pandemia, ma soprattutto in un anno scolastico complesso e faticoso per tutti gli istituti, alle prese con le complesse misure di sicurezza e l’impegnativa didattica a distanza. E’ motivo di entusiasmo, dunque, non solo essere riusciti a riproporre il concorso, ma anche la grande risposta da parte gli studenti: ben 84 i racconti arrivati alla Fondazione, quasi tutti scritti con cura e passione.

Dietro questa raccolta c’è il lavoro non facile di una giuria, che ha dovuto scegliere i migliori. Per farlo, i suoi componenti hanno cercato lo sfuggente punto di equilibrio tra l’originalità, la qualità formale e la costruzione della storia, i tre parametri scelti per esprimere un voto.

Sicuramente più dei racconti finalisti qui pubblicati meritavano almeno di essere letti ed è stato un privilegio poterli scoprire.

Perché si scrive?

Per capire come bilanciare bene i tre criteri – e forse molti altri – nel giudicare le piccole opere letterarie presentate al concorso “Sergio Garbato”, probabilmente occorrerebbe trovare una risposta all’eterna domanda: perché si scrive?

Si scrive per la gioia di farlo. Scrivere può essere un autentico divertimento, un gioco, una sfida, con fatiche, tormenti e insuccessi. Ma anche con la felicità ineguagliabile di quando finalmente la tua storia è riuscita come l’avevi immaginata. O addirittura ha saputo sorprenderti mano a mano che si concretizzava.

Ma scrivere può anche essere un bisogno, ad esempio per tenere un diario della propria vita interiore, per fissare su carta il flusso dei propri pensieri, per sbrogliare quella matassa complicata che sono le nostre emozioni. E in qualche misura per stare bene o quanto meno sentirsi più leggeri.

C’è anche chi scrive per conservare nel tempo avvenimenti importanti, come accade per chi aggiorna il proprio diario o il proprio blog, dove l’importanza degli eventi è naturalmente più soggettiva rispetto ad un trattato di storia. Si scrive, insomma, perché si avverte l’importanza di tramandare la memoria. O più banalmente di fissare i ricordi sulla carta, per salvarli da quel lavoro di scrittura, riscrittura e cancellazione che avviene ogni minuto nella nostra stessa mente.

Si scrive per trasmettere qualcosa ad altre persone. Per far conoscere qualcosa che ci sta a cuore o per denunciare qualcosa che ci indigna profondamente. Oppure con l’intento di insegnare ad altri, moltiplicare saperi.

Si ricorre alla scrittura come strumento per immaginare: altri mondi, epoche diverse, nuove versioni di se stessi, finali diversi di eventi che ci sono capitati e così via all’infinito. In qualche modo diventa anche un’occasione per “evadere”, magari da una quotidianità che ci sta stretta.

Oppure, come sostiene una suggestiva teoria, per provare in tutta sicurezza esperienze che nella vita reale potrebbero essere fatali. Come fanno i bambini, ma fortunatamente anche molti giovani e adulti, che immaginandosi dentro le storie sperimentano le emozioni.

I motivi per cui si scrive, insomma, sono mille. In uno scritto fin troppo citato, Primo Levi cita anche “per diventare ricchi” e “per diventare famosi”. Ma forse sono i motivi peggiori per cui si dovrebbe iniziare a scrivere, se non altro perché oggi sono ben pochi gli scrittori che riescono a raggiungere anche uno solo di questi obiettivi.

Di cosa parlano questi racconti

Gli 84 racconti arrivati quest’anno al concorso letterario “Sergio Garbato” (tra cui i finalisti contenuti in questa antologia) riflettono bene i mille motivi per cui si scrive: alcuni hanno carattere più introspettivo, altri viaggiano a briglia sciolta in luoghi e tempi creati dalla fantasia, altri ancora si ispirano ai fatti della storia e altri, infine, trattano temi di attualità in chiave narrativa.

Sono racconti scritti da ragazze e ragazzi delle scuole superiori e offrono dunque uno spaccato del mondo dell’adolescenza: le amicizie che nascono e quelle che si immaginano eterne, gli innamoramenti assoluti e i primi amori impacciati, il mondo agrodolce della scuola, i rapporti altrettanto sfaccettati all’interno della propria famiglia.

Non poteva mancare, però, il fenomeno che da oltre un anno ha mandato all’aria la nostra idea di “normalità”, facendo più danni proprio nei contesti in cui le relazioni sociali sono quasi vitali. Compresa la scuola.

Della pandemia da Covid-19 si parla esplicitamente in 9 dei racconti inviati al concorso: si scopre come ha fatto irruzione nelle vite di ragazze e ragazzi, nella routine quotidiana, nelle relazioni tra coetanei. Si manifesta nelle apparizioni delle fastidiose mascherine, nelle ombre della didattica a distanza (significativamente ribattezzata “Disagio a distanza” in uno dei testi vincitori), nel malessere dell’isolamento sociale.

Un dato significativo: solo uno dei racconti tocca il tema, pur di enorme attualità, del cambiamento climatico e delle sue conseguenze per le generazioni future. Può sembrare strano, visto che nel 2019 proprio gli adolescenti erano stati protagonisti di imponenti manifestazioni in tutto il mondo, per chiedere misure contro l’inquinamento e le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.

Ma c’è poco da stupirsi: una manciata di mesi dopo quei cortei, l’esplosione della pandemia ha monopolizzato le ansie e le preoccupazioni di tutti noi, finendo per mettere in ombra quasi ogni altro tema e lasciandoci concentrati su noi stessi, sulla nostra salute, sul nostro lavoro, sulla nostra vita improvvisamente cambiata e ovviamente sulle preoccupazioni per il futuro immediato.

Perciò non stupisce nemmeno la scomparsa di un tema caldissimo, a cui in passato i nostri “aspiranti scrittori” avevano dedicato molta più attenzione: di migranti si parla in appena una delle storie inviate al concorso.

Storie disimpegnate ed introspettive, dunque? Per la verità, no. Sono 9 i racconti che si potrebbero definire di taglio introspettivo, ma il quadro generale è molto più variopinto e comprende diverse storie fantastiche o prettamente horror, ma anche l’interesse verso temi come le discriminazioni dei “diversi”, la guerra o semplicemente la Storia.

Un racconto tocca il tema dell’omofobia o comunque del doloroso percorso per vedere accettata la propria identità. Un altro affronta quello drammatico e attualissimo della violenza contro le donne. Due trattano il bullismo e altrettanti hanno per protagonisti persone con disabilità.

Ma si parla anche di tragedie familiari o di difficili rapporti tra genitori e figli (in 5 delle storie presentate) o di incidenti o altri eventi tragici (6 racconti). Oppure sono storie d’amore (2 racconti) o che narrano la nascita o l’evoluzione di un’amicizia (3 racconti).

Ma non solo: 5 storie trattano dello sport e 2 del mondo dell’arte.

Guardando ai generi, 8 racconti si possono inquadrare nella fantascienza o nel fantasy, 7 al genere horror, 5 al genere giallo o noir, ben 7 hanno uno scenario storico, principalmente nei grandi eventi del Novecento, come la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, ma anche la guerra nei Balcani o la nostra alluvione del 1951. Insomma, storie che sono un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio, ma soprattutto un viaggio sulle ali dell’immaginazione.

E c’è un grande bisogno di immaginazione, in questo frangente storico, non per “fuggire” dalle crisi e dai problemi del mondo, ma per pensare e realizzare un mondo diverso. Anche a questo può servire un piccolo concorso letterario: a stimolare la creatività, ossia la capacità di immaginare e creare. Ed è importante che a farlo siano le nuove generazioni, perché saranno loro ad abitare il mondo che oggi stanno ancora immaginando.

Francesco Casoni