Mi riconosci vento?

“Mi riconosci vento?” ovvero: l’esperienza dello “Specchio d’Argilla” attraverso i testi di Sergio Garbato e le sculture di Denis Raccanelli è il titolo della mostra inaugurata oggi 13 novembre nella Sala della Pescheria Nuova a Rovigo e che resterà aperta fino al 30 novembre 2019.

Con questa iniziativa la Fondazione Banca del Monte di Rovigo, in collaborazione con Arci Rovigo, intende ricordare Sergio Garbato a due anni dalla scomparsa. La mostra si colloca come un ponte tra una manifestazione teatrale e l’esposizione di sculture ed è accompagnata da un catalogo molto pregioso con l’illustrazione di otto quadri: Figura dell’Angelo, Rumore indecifrabile, Erma dei fiumi, Senza alcun riparo, Appesi ad un filo, Linee disturbate e Ventiloquio.

“mi riconosci vento?” è un progetto particolare che vuole far sedimentare la preziosa opera di studio e di ricerca sviluppata da Sergio Garbato nel suo pluriennale impegno di intellettuale poliedrico ma anche di persona molto generosa in quanto a contributi nell’ambito della divulgazione culturale nella sua città. Con la partecipazione alla organizzazione di questa mostra raffinata, che si offre al pubblico  in dimensione multimediale per meglio comprendere le diverse forme dell’espressione artistica, la Fondazione, insieme a chi ha realizzato l’evento, intende evidenziare l’apporto che Garbato ha dato per la promozione delle esposizioni artistiche, del cinema, della musicologia, del teatro e del giornalismo culturale. La mostra è stata pensata come un doveroso omaggio ad un cittadino illustre  ma anche, come sarebbe piaciuto al professore, una iniziativa per creare humus culturale idoneo ad altra creazione, a rapporti interpersonali e   affinità di sensibilità, allo sviluppo di azioni positive miranti alla conoscenza e agli approfondimenti.

La realizzazione della mostra è stata possibile con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo e la collaborazione del Comune di Rovigo – Assessorato alla Cultura che, oltre al patrocinio oneroso, ha concesso l’uso gratuito della Sala. Altre sono state le partecipazioni di associazioni, privati e amici nonché estimatori del compianto professore.

 

<<Mi riconosci vento, pieno ancora di luoghi che un tempo erano stati miei?>>