Storia

DAL MONTE FRUMENTARIO ALLA

FONDAZIONE BANCA DEL MONTE DI ROVIGO

 

pietà Lombardo

Pietà (1526), Chiesa dei SS. Francesco e Giustina.
Opera di Tullio Lombardo a cui è ispirato il logo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo

Cenni storici

Nel corso del XV sec. sorsero in Polesine grandi magazzini per la conservazione delle biade: a Lendinara nel 1412, ad Adria molti documenti sui Fondaci dal XVI al XVIII secolo.

I Monti di Pietà vennero sostenuti soprattutto dai frati minori osservanti – “difensori dei poveri”- contrari alla pratica del prestito ad interesse. Il beato Bernardino da Feltre esercitò tutta la sua influenza per la nascita dei Monti di Pietà nella Terraferma veneta.

Il Monte Frumentario venne istituito a Rovigo l’8 giugno 1508 col nome Fondaco dei Poveri di Gesù Cristo, trasformato poi in Monte di Pietà ossia un fondo di Pietà a cui la popolazione poteva rivolgersi, in periodi di carestia, per avere in prestito il grano o per comperarlo a prezzo mite. (Fonte: manoscritto dell’Accademia dei Concordi del Consiglio Cittadino Comunale di Rovigo.)

Come già il Monte Frumentario, anche il Monte di Pietà ebbe origine e cominciò a funzionare per espressa volontà del Consiglio comunale. Nella seduta del 6 dicembre 1545 il Consiglio comunale approvò l’istituzione del Monte di Pietà e  provvide alla nomina dei 12 Conservatori che avrebbero formato il Collegio del Monte e approntato “Ordini, Capitoli, e provisioni” per il governo, sostegno ed aumento dell’Istituto. La sua sede provvisoria fu negli ambienti del Comune con locali adeguatamente sistemati a spese del Monte ( Consiglio comunale del 23 febbraio 1548).

Il Monte di Rovigo ebbe una notevole importanza di sollievo finanziario dei poveri,  di aiuto alle attività agricole, commerciali e artigiane locali nonché in periodi calamitosi, dovuti alle inondazioni,che colpivano la città .

Nel ‘500 il Comune amministrava tutte le Opere Pie del suo territorio (Ospedale, Lazzareto, Sindacato dei Poveri)  attraverso consiglieri del Comune stesso; questo permetteva una correlazione anche economica: i fondi o capitali delle Opere Pie depositati nel Monte di Pietà erano garanzia di sicurezza per i depositanti e permettevano a sua volta al Monte di disporre di fondi integrativi per il raggiungimento degli scopi caritatevoli: prestare denaro ai poveri a prezzo (interesse ) più mite di quello dei Banchi di prestito ebraici e sostenere quelle categorie sociali più deboli .

 

Gli statuti del  Monte di Pietà  vennero riformati nel 1608 (durata delle cariche, modalità di nomina, requisiti). Dopo la riforma aumentò il capitale e anche il lavoro dei prestiti e delle registrazioni. Si ritenne perciò necessaria una sede più adeguata. Con la seduta del 28 gennaio 1648 venne acquistata il palazzo del signor Fabio Campo che dava sia sulla Piazza che sull’Adigetto e con lavoro di ristrutturazione e di riadattamento venne anche aperta un’entrata  propria nel palazzo Roverella dopo l’approvazione del Rettore Boldù nella seduta del Collegio del Monte del giorno 11 luglio 1648. Nella stessa riunione venne deliberato di erigere la lapide marmorea, tuttora esistente sulla facciata del palazzo Roverella, a ricordo dell’avvenimento. Con l’interramento dell’Adigetto nel dopoguerra e la conseguente costruzione del Corso del Popolo, radicali lavori portarono alla demolizione del vecchio stabile per elevare la nuova sede con la facciata rivolta alla strada e l’apertura dell’attuale Galleria Bernardino da Feltre (1963) .

Nel 1807, con il Regno Italico, oltre agli ordinamenti politici cambiarono anche quelli amministrativi, comprendendo gli Enti di beneficenza, quale il Monte di Pietà che passò alle dipendenze della Congregazione di Carità composta dal Podestà (Presidente) e da consiglieri eletti dal Consiglio Comunale.

Nei primi decenni dell’’800, quando cominciarono ad estendersi in Veneto i primi sportelli (in Italia) delle Casse di Risparmio, sull’esempio delle Sparkasse austriache, a Rovigo il credito venne amministrato dal collaudato Monte di Pietà, riscontrando da parte del Governatore delle Province Venete Carlo conte D’Inzaghi in risposta al Cancelliere viennese conte Franz von Saurau, che a Rovigo esisteva già un Ente di provata esperienza economica in grado di assolvere compiti analoghi, a cui  per 60 anni, la Cassa di Risparmio di Rovigo, il cui  sportello, come in altre città venete venne aperto il 12 febbraio 1822, genetliaco dell’imperatore Francesco I, rimase unita al Monte di Pietà. Ebbe così inizio il nuovo Istituto “Santo Monte di Pietà e Cassa di Risparmio di Rovigo” con direzione unica e gestione separata.

Il nuovo Statuto Organico per l’amministrazione separata (con un prestito da parte del Monte dei Pegni alla Cassa di Risparmio) e la definitiva separazione dei due istituti con comunicazione al Sindaco il 28.2.1886, venne proposta dalla Direzione del Monte di Pietà (già dal 24.12.1881), deliberato dall’Amministrazione nel 1884 e approvato d’ordine di S.M. il Re dal Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio Grimaldi il 24 dicembre 1885.

In virtù della legge del 17.7.1890 le Istituzioni di Beneficenza pubblica, quale erano sempre state considerate i Monti di Pietà uniformarono i propri statuti alle nuove disposizioni legislative e ai regolamenti sull’amministrazione e sulla contabilità, approvati con R.D. 5.2.1891. La tutela e la vigilanza rimasero affidate all’autorità politica (Prefetto e Giunta Provinciale Amministrativa ma anche ai Comuni quando l’Opera Pia esercitava attività entro o oltre il territorio del Comune).

Le funzioni dei Monti di Pietà furono regolati con la L. 4.4.1898 che li considerò istituti misti di beneficenza, previdenza e credito, quindi competenti ad esercitare funzioni bancarie ma assoggettati alla legge sulle Casse di Risparmio. In base a questa legge il Monte di Pietà poteva istituire la Sezione Credito. Il nuovo Statuto venne approvato con il R.D. del 7.9.1911.

Nel tempo la Sezione Credito divenne il ramo più importante tanto che l’Istituto assunse la denominazione di Monte di Credito e poi di “Banca del Monte”, infine per importanza e dimensione, venne promosso, dal 1950, alla prima categoria dei Monti di Credito su Pegno e alla Federazione delle Casse di Risparmio delle Venezie, regolato dallo Statuto e dalla Legge Bancaria. L’ultimo Statuto della Banca del Monte (Monte di Credito su Pegno di Rovigo) è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione il 21.11.1980.

In attuazione del progetto di ristrutturazione avviato dalla legge “Amato” del 1990 con decreto del Ministro del Tesoro n. 436185 del 10 agosto 1992, l’attività di beneficenza venne scorporata dall’attività creditizia con l’Istituzione della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, attualmente con  sede in piazza Vittorio Emanuele II. La Fondazione, regolata dallo statuto, dalla normativa di settore e dalle norme del codice civile, non ha scopi di lucro e persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, prevalentemente nel territorio della provincia di Rovigo, dove è storicamente e geograficamente radicata. La Fondazione indirizza la propria attività in tre settori rilevanti: Educazione, istruzione e formazione; Arte, attività e beni culturali; Filantropia e beneficenza.